Introduzione.
Recentemente, allo scopo di alimentare la mia stazione radio da una fonte diversa dalla rete elettrica, come spesso ci succede nelle attivazioni dei vari Diplomi di cui la nostra passione è ricchissima, per la mia installazione campale ho iniziato il giro della rete delle reti al fine di trovare una soluzione che mi permettesse di caricare la batteria classica di un auto.
Fortunatamente non sempre bisogna reinventare la ruota e, nel nostro mondo la comunità rilascia frequentemente soluzioni di cui si fornisce lo schema elettrico completo con relative spiegazioni tecniche.
Nel mio caso, la soluzione, semplicissima, ma molto versatile è stata individuata nel sito della Sezione A.R.I. di Vigevano.

Questa configurazione permette, con la variazione del solo trasformatore e qualche altro componente, di ricaricare una batteria in un tempo più o meno lungo, a seconda della sua capacità di erogare corrente. Il resto della circuiteria rimarrà pressoché invariato.
Per soddisfare la mia esigenza ed ricaricare una batteria di circa 50 A/h ho realizzato un circuito stampato dello schema proposto al quale verrà abbinato un trasformatore in grado di erogare sul secondario una corrente di massimo 5 A al 13.5 V circa.
Tra queste righe potrete visionare le immagini sia dello schema elettrico sia del pcb da me realizzato. Il progetto verrà corredato di uno strumento digitale per il monitoraggio della tensione e della corrente al fine di tenere sotto controllo i valori e stabilire lo stato di carica della batteria.

Per le spiegazioni del funzionamento del caricabatteria rimando al buon articolo dei nostri colleghi di A.R.I. Vigevano al quale nulla di più si può essere aggiunto.
Relativamente alla realizzazione del circuito stampato è stato disegnato con AutoDesk Eagle, disponibile in versione gratuita con qualche limitazione. Ottenuto il disegno è stato trasferito attraverso un foglio di carta lucida utilizzato per le vecchie lavagne luminose. Le successive fasi hanno permesso il trasferimento del master su una basetta pre-sensibilizzata attraverso il bromografo, realizzato in casa. Il passaggio nello sviluppo e successivamente nel cloruro ferrico hanno fatto il resto, producendo la foto di seguito riportata.





